Un borsalino de résistance

Stamane durante la mia passeggiata pre-caffettiera mi sono fermata a godere delle gocce di pioggia che tamburellavano nel borsalino di un fungo resistito per oltre tre giorni alla necessità molto umana e poco animale dei passanti, di spalmare i funghi nel terreno, benedicendone le spore distrattamente, come vescovi che dispensano la comunione guardando verso il caffè del Duomo da cui arriva la vaniglia delle paste ed il tintinnio dell'ombra domenicale. Come se ogni passante fosse Nancy Sinatra con il giusto paio di stivali ed i funghi fossero amanti in incognito, scoperti nel flagrante dell'umidità autunnale. Sì, è vero, le mode, le facce, i luoghi comuni, i manierismi e persino il suono della pioggia cambia, perchè questo fungo - fortunato o destinato alla gloria della mia giornata - ballava con le gocce ad un ritmo che tanto mi ha ricordato Dean Martin's Sway, ma con una svolta favoleggiante come la realtà. E poi d'improvviso, una pennellata d'arcobaleno si rispecchia tra le note della tesa, come la penna di un alpino che preferisce solleticare il mondo di colori e fare della bandiera un larice. Il sorriso vola sulle oxford lucide dell'ippocastano. L'aria bacia le lamelle como uno xilofono tondeggiante. Una goccia risale la corrente della gravità e riassetta l'anello nel profilo scamosciato. Lo Storno di Mozart mi guarda con il lombrico a mezz'aria sapendo che il flauto è gustoso così. Io non giudico, a ciascuno la propria colazione. Il lombrico ne approfitta per scivolare via e sparisce tra i fili d'erba. Fili. D'erba. Che gusto il sapore delle mie parole sulla lingua. Guizzano negli occhi e tingono le guance.

Giusto un battito di ciglia per respirare nel miele degli Alissi. Il Ceanothus trionfa celeste nella seconda fioritura, questa volta decorato dalle tele. Scopro tre violette sotto la magnolia. Ancora qualche fragola nell'aria. La betulla è gloriosa e lo sa. I can hear the sound of violins. Oggi l'autunno profuma di funghi de résistance che sfidano i passanti con la lobbia ben calata per scrollarsi la fantasia del burro a passi di calesita tanguera. No, it's not imagination. Unless you are not dancing. Pa pa pa ...ta-ti-ta-ti ta ta-ti-ta ti ta...

Il mio caffè - decaffeinato - è pronto.

L'Autunno di Taralli Magazine.

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