La geografia della carta
Artist: Ludovica Mazzucato, Detail of, Woodworking, poem and original painting, mixed media on canvas, 18x1x14 in, 2018.
La polvere iridescente di bilioni di conchiglie. Chi l'ha battezzata sabbia per la prima volta? Poco importa quando il piacere parla da sé, arrotondando i passi tra la terra ed il mare, risalendo le onde in ogni direzione, senza parole, eloquente, articolato, pertinente, diritto al punto senza forzarne l'opera. Traccia l'esperienza la fisica che esiste ante della scienza. La corrente si trasporta da sé. Che scintilla d'intelligenza! La passione del fuoco brucia in un diamante a filo di stella sopra di me, dovunque nella notte, scintilla! Dritta, la retta si ammorbidisce nel vapore della pelle. Costellazioni di stagioni. Quanti polmoni respirano nuovi mondi in quest'istante. Alveari di polline. Arti perfette. Lo annoto nel libro di trilioni di conchiglie. Spiega, spiega la sapienza, prima della scienza. Si apre il vento. Gira, la ruota. (N). Scivola in un soffio la storia di bilioni di trilioni di conchiglie. Capovolgo il tempo. Scandisce il granello, l'ombra dell'ora assolata. Invento un'altra matematica mentre abbraccio il mondo di chiarezza. Mi basta un respiro per fondere il quarzo dei candelieri. Un souffle de feu. Curva, elastica, la carena del mio veliero. È trascorso un mondo tra podio e guizzi. Si scopre, il piede del mondo. Nuovo. Rido tra la schiuma e la trasparenza. È una bolla di goduria. L'universo erutta in un vulcano di fiori. Deserti inondati di sfumature. Il mare più caldo del sole, l'aria bollente di temporale, il sole incandescente di stelle. Sono nato così - firmato - il cielo. Se non mi obbligassi ad essere come te, ti regalerei la pace che hai sempre sognato. Larice, teak, faggio, betulla, ontano, jatoba, acacia, salice, mirto, merbau, quercia, iroko, rovere, pioppo, doussié, carpino, cirmolo, cedro, frassino, wengé, pero, corniolo, azobe', acero, ebano, ciliegio, noce, bosso, toulipier, olmo, mogano. L'amore, l'amore, l'amore. Lo dico in sfumature, nodi, ramature, diramazioni, trame, tessuti di polpastrelli, profumi, piaceri. Lo faccio con trucioli vivi. Le radici s’irradiano, si allungano, s’espandono, crescono, volano le vele verso volti e vapori di vaste volte ed oceani senza nomi. Volgo. L'algoritmo si reinventa. Tanto è familiare la parola "sabbia". La trovo nella tasca della neve, bianca, candida come l'arena nella luce del palco, ma non è acqua. Fiocchi caldi si sciolgono in piramidi di conifere. Vinco la gravità con un balzo perchè il peso esiste in sé. Esisto. L'elettricità è morbida e libera. Facile. La ruota è la ruota ed il mulino è mio. [O]. M'innalzo nel cuore della terra, tonda, tonda, tonda, fino a quando tu mi dirai cosa devo pensare della geometria del pane. Io però ho un'altra formula. Uguale = vita = uguale = io, = uguale. Hai capito la differenza? Lo so, la domanda è retorica. Non cambia una virgola, eppure tutto muta. Il ritmo cambia. Scivola, la poppa, serena, in perfetta armonia. In cerchio, l'umanità s'insegue come una coda trova il tartufo secoli dopo l'anatomia universale. Mi curo da me, te lo assicuro - sono genialmente semplice, come il brevetto autorigenerativo di domani - ma se vuoi, puoi aiutare davvero. Il teatro si chiude a febbraio - per licenza poetica - ed il boccioli solcano l'anno a coppie di pie' pari, inanellando dinastie di draghi. Buoni, sì, buoni, persino i biscotti sono brutti ma buoni. Li preferisco belli e sempre lo sono, quando sono buoni. Si tuffano nel bianco, liscio, come la seta che brucia in sol tocco. Non finisce mai, il filo della storia, per favola e per scienza, per scelta e per destino, per passaporto ed ogni porto. Il polo si magnetizza d'entusiasmo. Viaggio. Scavalco muraglie di bozzoli e li trasformo in farfalle, libellule, coccinelle, api, ali d'ogni arte. Io spiego, tu spieghi, egli spiega, declina il lei ed i sessi. Spalanca gli occhi. Per favore, includi la do re mi semplicità nella serietà della pluralità di massa. Qui si ride, anche. Stereotipo, stetoscopio, salamelecco. Sassolini. I vocaboli dell’articolazione applicata, prima della scienza motoria. Perfetto. Se vuoi una ragione, usa la tua e non cambiare la mia. {E}. La chiglia solletica il suolo dell'acqua, a migliaia di chilometri di distanza dal suo tocco. Ruzzolo, salto, cammino, corro, rotolo, mi lancio, nella sabbia gioco. Sono trascorsi millenni. Un cerchio, un altro. Un anello, un ago, una pigna, una goccia di resina, il profumo del cinguettio, il nido. Il muschio ed il lichene, caldi di pioggia. Rosso, l’acero palmato. Come il sangue di drago! Perchè la magia sa di potere ed il potere d'amore. L’alchimia è fisica così ovvia che si vive senza dottrina. Che chiarezza in questo mare condiviso! Spartisco le acque con la marea dell’evidenza. Giallo, il ginko biloba. Hai mai visto qualcosa di più bello? I numeri del colore, la legge del profumo, la storia del sapore, le regole dell’estetica: vivo, irripetibile. Le stecche si flettono, respiro oltre l'orizzonte. [S]. Ad ali spiegate mi tuffo nel suono ed incontro la luce nel tempo della velocità. Sabbia. Bilioni di milioni di trilioni di conchiglie. Millesimi di numeri nati prima del concetto. Muta l'esponente nel flusso determinante e l'opera viva canta con lo spazio del mare. L’eco s’assorbe nell’ apostrofo del movimento. La determinazione, sì, sì, sì, sì, periodicamente sì, come il comune denominatore della spontaneità. La vivo senza sforzo l'equazione della vita. Non creare problemi per vendermi la soluzione. Ho di meglio da fare. Se desisti dal complicarmi la vita, ti regalo la pace. Volete che crei la fine, ma io ho un’altro disegno. Se desisti dall’inazione, ti regalo l’infinità. Punto. Dovunque nel tempo, lo spazio sposa la luce singolare. Nasce il colore, nei miei occhi. Tu li chiami piedi, muscoli, nervi, gomiti, tricipite, sagittale, destra, sotto, sopra, neurone, cervello, corpo, mente, pensiero, azione, parola. Vivo, tutt’intera, presente nella sovranità assolutamente democratica. Non un granello di sabbia si ripete. Non un vapore. Non una perla. Non una mela. Non un ciglio. L'arte della matematica pura. Tacita. Applicata. Anything goes. In che lingua posso tradurre il piacere del mio diritto? Lo so. È retorica, la domanda. Libera, la longitudine della lunghezza il libeccio. L'apprendista dell'albero maestro ascolta con le nocche il battito della densità. La stabilità tintinna, freme, dondola, culla il moto incessante dell'asse immobile del mondo. Non parla, secondo […] *chi? che importa? a me no! non proferisce verbo, ma io lo capisco. L'azione già c'è. Vivo. È un miracolo, sì, è un miracolo, te lo posso dire con la vita? Lo sai. È retorica, la domanda.
Ti ho mai raccontato di quando ho creato un nuovo mondo? Vivo. La geografia della carta, l'architettura della navigazione, il polo della distinzione, la cartografia del movimento.
Costruisci la fisica, tocca la matematica, conta il respiro del tempo se ti rende felice. Ma se vuoi uno studente, impara con me. Giochiamo.
Te lo dico ora perchè non so se domani ci sarò. Forte, forte, forte, più forte di tutto e di tutti, sogna, strepita, suona, suona, suona, suona, suona con la tua voce, vivi, gonfiati del tuo battito, stringimi la mano, afferra il mio mignolo, gioca con i miei riccioli, entra nel mio mondo, invitami nel tuo, inventa le tue parole, conta le tue dita, scegli i tuoi libri, balla la tua danza, parla la tua lingua, corri dove vuoi, ama come vuoi, come vuoi, come vuoi, come vuoi tu. Tu. Già conosci la mia fibra, pura volontà. Puro amore. Pura intelligenza. Pura bellezza. Ti respiro, puro. Un respiro lungo come la tua prima nota.
Ti scrivo una lettera con le mie parole.